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martedì 18 febbraio 2014

Roaming internazionale: La Commissione presenta l'ultima indagine. Ecco i risultati.


Commissione europea
Comunicato stampa

Bruxelles, 17 febbraio 2014

Secondo una nuova indagine condotta su 28 000 cittadini dell’UE, il 94% degli europei che viaggia al di fuori del proprio paese fa un uso limitato di servizi come Facebook sul cellulare a causa dei costi del roaming. La Commissione europea calcola che le società di telecomunicazioni si stanno lasciando sfuggire un mercato di circa 300 milioni di utenti a causa delle attuali politiche dei prezzi, con effetti negativi per altre imprese, come quelle che producono app.
Mentre si espande rapidamente l’uso del cellulare nel proprio paese, soprattutto per collegarsi alla rete, secondo i risultati dell’indagine a causa dei prezzi del roaming:
il 47% degli utenti non userebbe mai il cellulare per collegarsi a internet in un altro paese dell’UE;
solo 1 utente su 10 consulterebbe le e-mail come se fosse a casa;
più di un quarto degli utenti semplicemente spegne il cellulare quando viaggia all’interno dell’UE;
milioni di persone inviano SMS, invece di spendere per telefonare.
Rispetto a chi si sposta occasionalmente, è più probabile che proprio i viaggiatori più assidui, ossia la fetta più redditizia di questo potenziale mercato, disattivino il traffico dati del cellulare quando sono in roaming. La Commissione attribuisce questo fenomeno al fatto che i viaggiatori abituali sono meglio informati sui costi reali del traffico dati in roaming in Europa rispetto a coloro che viaggiano meno spesso.
Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Queste cifre sono francamente impressionanti. È evidente che dobbiamo completare l’opera eliminando i costi del roaming. I consumatori riducono all’osso l’uso del cellulare, comportamento che non ha alcun senso nemmeno dal punto di vista delle compagnie telefoniche.”
Non è soltanto un braccio di ferro tra vacanzieri e società di telecomunicazioni. Gravando milioni di imprese di costi supplementari e facendo perdere profitti alle società che producono app, il roaming non ha senso in un mercato unico, è una follia a livello economico.”
Mentre l’economia europea delle app è in piena espansione (IP/14/145), i costi del roaming sono un freno per questo nuovo settore. Sono particolarmente svantaggiate le applicazioni che riguardano le guide di viaggio, le mappe e le foto.
E i consumatori riducono l’uso del cellulare non soltanto quando sono all’estero: si pensi che anche nel suo stesso paese il 70% degli utenti che telefona in altri Stati dell’UE limita le chiamate a causa dei costi.
Telefonare nell’UE
L’indagine commissionata dalla Commissione europea rivela che il 28% di coloro che viaggiano nell’UE spegne il telefono cellulare quando si reca in un altro paese. Soltanto l’8% dei viaggiatori chiama con il cellulare all’estero usandolo come se fosse a casa, mentre 3 utenti su 10 non usano mai il cellulare quando sono in viaggio in un altro paese.
Meglio un SMS che una telefonata
Quando si trovano all’estero, le persone che inviano SMS sono un po’ più numerose di quelle che telefonano: 2 su 10 inviano SMS come se fossero nel loro paese. L’indagine denuncia che un quarto dei viaggiatori non invia mai SMS quando si reca in un altro paese dell’UE.
All’estero la connessione a internet dal cellulare viene disattivata
Le cifre relative alla connessione a internet con il cellulare all’estero sono ancora più catastrofiche. Il 47% degli intervistati, cioè la maggioranza, non userebbe mai il cellulare per leggere le e-mail e andare su internet in un altro paese dell’UE; soltanto 1 utente su 10 consulterebbe le e-mail come se fosse nel suo paese e soltanto 1 su 20 utilizzerebbe i media sociali come se fosse a casa.
Inoltre, rispetto ai viaggiatori occasionali (16%), è più probabile che proprio i viaggiatori abituali (33%) disattivino il traffico dati del cellulare quando sono in roaming. L’indagine giustifica questo divario così ampio con il fatto che i viaggiatori più assidui sono meglio informati sui costi reali del traffico dati in roaming in Europa rispetto a coloro che viaggiano meno spesso.
Eppure, grazie ai regolamenti in vigore in materia di roaming e a prezzi più bassi, in tutta l’UE abbiamo assistito, a partire dal 2008, a un incremento sorprendente dell’uso del traffico dati in roaming pari al 1 500%. Tenendo conto del fatto che anche nei paesi di origine si assiste a una crescita della diffusione e dell’uso dei servizi di traffico dati, preoccupa il fatto che molti utenti riducano l’uso di tali servizi, il che dimostra che si sta sprecando un’opportunità di crescita per l’emergente economia delle app e per gli operatori di telefonia mobile.
Servizi di telecomunicazione nell’UE accessibili a tutti
La proposta legislativa della Commissione per un Continente connesso (MEMO/13/779) chiede ai legislatori dell’Unione europea (Parlamento europeo e Consiglio) di realizzare un mercato unico della telefonia e della navigazione su internet. L’obiettivo è escogitare una combinazione di incentivi di mercato e di obblighi normativi che induca gli operatori della telefonia mobile a estendere le offerte e i piani tariffari nazionali per permettere ai loro clienti, entro il 2016, di utilizzare il cellulare o lo smartphone in tutti i paesi dell’UE alle tariffe nazionali (“parla ovunque come a casa”). La normativa adottata nel 2012 prevede che i clienti abbiano anche diritto, a partire da luglio 2014, ad abbandonare il loro operatore nazionale quando vanno all’estero per passare o a un operatore del paese visitato che offre servizi di roaming meno costosi, o a un fornitore di roaming concorrente del paese di origine, senza cambiare la scheda SIM.
L’obiettivo è creare un vero spazio europeo delle telecomunicazioni riducendo, per poi eliminare del tutto, le differenze tra le tariffe applicate alle chiamate nazionali, in roaming o intra-UE.
Recenti riduzioni di prezzo
Il problema del roaming era ancora più sentito alcuni anni fa, prima dell’introduzione nel 2008 dei tetti tariffari. Da allora i consumatori hanno beneficiato:
di una riduzione del prezzo al dettaglio dell’80% per chiamate e SMS;
di tariffe per il traffico dati in roaming più basse anche del 91%.
In Francia l’eliminazione dei costi del roaming di cui godono ora quasi tutti i consumatori dimostra che per le compagnie telefoniche è possibile offrire piani tariffari validi in tutta l’UE allo stesso prezzo.
Link utili
Per saperne di più sul Continente connesso
Neelie Kroes su Twitter

La scuola italiana e' pronta a cogliere le sfide e le opportunita' del settore ICT?


Secondo il Vice Presidente della Commissione europea Neelie Kroes il settore delle comunicazioni elettroniche e dell’Information technology creera’ nel prossimi anni piu’ di un milione di posti di lavoro. IL quotidiano inglese “The Telegraph” si chiede se la scuola in generale e quella Britannica in particolare e’ pronta a cogliere questa sfida.

Parliamo della Gran Bretagna, dove almeno si pongono la domanda, per parlare del nostro Paese.

Il rischio in un prossimo fururo sara’ quello che ci saranno I posti di lavoro ma non le professionalita’ adatte a cogliere quest opportunita’.

“Universal access to education, regardless of income, intelligence and background, is one of the proudest achievements of Western societies, yet our schools and universities are self-evidently failing to cater for the fast-changing needs of the 21st century economy.”

Questa e’ la constatazione di partenza del giornale inglese che mi trova perfettamente d’accordo. Anche in Italia l’istruzione, diritto fondamentale del cittadino, non tiene il passo con il mercato del lavoro. E non  si tratta  di eliminare il latino o la filosofia perche’ da qualcuno ritenuti “inutili”, ma di personalizzare sempre piu’ il percorso formativo dei giovani fornendo loro diverse opportunita’ di apprendimento anche nel settore dell’ICT.

Ormai usare un computer ed accedere in modo consapevole ad internet deve essere considerato “conoscenza di base”, come la lingua e la matematica. Dopodiche’ se vuoi entrare nel mondo del lavoro in questo settore, hai bisogno di professionalita’ preparate che uscite dalla scuola possano essere immediatamente inserite in ambito lavorativo.

 Al mio paese c’e’ una scuola che prepara da anni operai soprattutto settore meccanico, perche’ nella zona e’ un tipo di lavoro richiesto. In questo modo, molti giovani del paese hanno trovato lavoro a 18 anni. Ora con i tempi di crisi non so come stia andando, ma fino ad oggi il sistema ha funzionato: l’industria chiede un certo tipo di professionalita’, la scuola risponde anche grazie ad un supporto dato alla stessa delle industrie interessate.

Ci sara’ la volonta’ della scuola italiana di entrare nel 21mo secolo e di valorizzare i sterminati talenti del nostro Paese? IO SPERO DI SI’.

Neelie KROES
Vice-President of the European Commission responsible for the Digital Agenda


sabato 15 febbraio 2014

Il roaming internazionale: rimanere sempre connessi in Europa


Euro-tariffa:  una tariffa telefonica e dati chiara e trasparente che mette al riparo gli utenti europei da spiacevoli sorprese in bolletta mentre viaggiano nel Vecchio Continente. Questo e’ senz’altro uno degli obiettivi che sono stati raggiunti dalla Commissione europea nella promozione del mercato unico delle telecomunicazioni (o comunicazione elettroniche come le chiamano a Bruxelles).
Nell’ultima iniziativa del Commmissario europeo Kroes si parla anche di un azzeramento delle tariffe roaming al piu‘ tardi a partire dal 2016.
La proposta inclusa nel pacchetto legislativo „Connected Continent“ del Commissario Neliee Kroes  e‘ ancora sotto scrutinio di Parlamento e Consiglio europeo, ma si prevede venga appravata con emendamenti entro l'estate.
In questa infografica, parola che piace tanto a noi professionisti della comunicazione, ma che descrive di fatto un argomento spiegato con figure, potrete trovare tutte le infomazioni utlili a rigaurdo ed una valutazione del risparmi complessivo per gli utenti europei dalla prima introduzione dell’euro tariffa nel 2007.
Qui di seguito il primo comunicato stampa della Commissione europea al riguardo:
IL primo comunicato stampa
Da allora sono stati fatti enormi passi avanti e la regolamentazione sul roaming e’ stata piu’ volte aggiornata introducendo anche un eurotariffa per gli sms e poi per il traffic dati.
Ma cosa ci aspetta nel 2014? E’ In corso un’ulteriore revisione del regolamento roaming, la cui entrata in vigore e’ attesa per luglio 2014:
I cittadini europei al di fuori del loro Paese potranno scegliere un operatore roaming alternativo a quello utilizzato per il servizio telefonico e dati in patria.
Vi terro' aggiornati sugli sviluppi. 

venerdì 14 febbraio 2014

Italia@Europa: Dear Renzi what I expect from you. Letter to the P...

Italia@Europa: Dear Renzi what I expect from you. Letter to the P...: Dear Renzi, at this stage of formation of the new government, I wonder to which extent you can be innovative. So far, nothing new, an...

Dear Renzi what I expect from you. Letter to the Prime Minister-in pectore



Dear Renzi, at this stage of formation of the new government, I wonder to which extent you can be innovative. So far, nothing new, another non-elected Prime Minister by the Italian citizens, either directly, or indirectly. Despite this, I trust you and let’s see what you can do for us.
First of all, I firmly believe that two key ministries (Economy and Labour) cannot go into the hands of the representatives of Stakeholders. Choose Ms. Reichlin member of the Board of Directors of Unicredit for the Ministry of Economy would be a fatal mistake: aiming at the growth of the Country putting it in the hands of a representative of the banking system that has reduced Italy to its knees, it definitely digs the grave.
Another deadly error would be to give the Ministry of Labour to Guglielmo Epifani, former leader of the Union (CGIL) that has contributed heavily to the opposition to progress of the Italian labor market and its inadequacy to a globalized world.
Dear Renzi, I will judge you from these two choices and I will understand 'if you are serious, or if we are in front of the usual and depressing “doing nothing just handle power”.
Good luck!

Caro Renzi cosa mi aspetto da te. Letterina al Presidente del Consiglio in pectore

Caro Renzi, in questa fase di costituzione del nuovo governo mi chiedo fino a che punto tu possa essere innovativo. Per ora nulla di nuovo, ovvero un altro Presidente del Consiglio non eletto da popolo, ne direttamente, ne' indirettamente. Nonostante questo ti do fiducia e vediamo cosa riesci a fare>
Innanzitutto io credo fermamente che due ministeri  chiave (Economia e Lavoro) non possano andare in mano ai rappresentanti dei "poratori di interessi", definiti in inglese "Stakeholder". Mettere la Signora Reichlin membro del consiglio di amministrazione di Unicredit all'Economia sarebbe un errore fatale: dare le chiavi della crescita del Paese in mano un un rappresentante del sistema bancario che ha ridotto l'Italia in ginocchio, ci scaverebbe definitivamente la fossa.
Un altro errore irrimediabile sarebbe quello di dare il ministero del lavoro a Guglielmo Epifani, ex leader di quel sindacato che ha pesantemente contribuito all'immobilisimo del mercato del lavoro italiano e alla sua inadeguatezza ad un mondo globalizzato.
Caro Renzi, ti giudichero' anche da queste due scelte e capiro' se intendi fare sul serio o se siamo al solito teatrino del gioco delle parti.
In bocca al lupo!

giovedì 13 febbraio 2014

Regolamentare internet? Educare innanzitutto le nuove generazioni

In Francia sono in prima linea a difendere l'apertura della Rete, come una questione di liberta'. Io la penso alla francese! Il libero accesso alla Rete ormai fa parte del "bagaglio di liberta' individuali", alla quale il cittadino europeo non puo' piu' rinunciare. La regolamentazione a livello tecnico per assicurare la copertura e la funzionalita' della rete in tutto il mondo e' la benvenuta, ma non si puo' andare oltre.
La questione sta su un altro piano, ovvero quello dell'educazione all'uso dello strumento "internet". Si sa che internet presenta la realta' a diversi livelli dal piu' al meno affidabile e vicino al vero. I nostri ragazzi devo essere consapevoli di questo prima di accedere alla Rete "liberamente". In Rete ci sono pericoli (come in una citta' del resto). E i ragazzi devono sapere come fare per evitarli. La Rete e' una risorsa inesauribile....da meneggiare con cura.
La scuola e la famiglia sono chiamate ad occuparsi dell'educazione dei giovani non possono prescindere da un percorso formativo sull'utilizzo di internet.
Un'eccesiva regolamentazione della Rete sarebbe una sconfitta globale e ci sarebbe comunque qualcuno che ne trarrebbe un vantaggio piu' o meno esclusivo.
Educare le nuove generazioni ad un uso consapevole della Rete e alla valaorizzazione della privacy, che e' ugualmente un diritto irrinunciabile dell'individuo.
Questa e' la nostra missione.



Internet Governance. E' giusto regolamentare internet? Cosa ne pensa la Commissione Europea

A Europe 2020 Initiative
Digital Agenda for Europe
Action 97: Promote the internationalisation of internet governance
Brussels, 12 February 2014
Commission to pursue role as honest broker in future global negotiations on Internet Governance
In the wake of large-scale Internet surveillance and reduced trust in the internet, the European Commission today proposes a key reform to the way the Internet is managed and run. The proposal calls for more transparent, accountable and inclusive governance.
Commission Vice-President Neelie Kroes said: "The next two years will be critical in redrawing the global map of Internet governance. Europe must contribute to a credible way forward for global internet governance. Europe must play a strong role in defining what the net of the future looks like.”
"The Commission is committed to an internet that continues to serve fundamental freedoms and human rights, Kroes noted: “Our fundamental freedoms and human rights are not negotiable. They must be protected online.”
The Commission proposes:
  1. Concrete actions such as:
  • Establishment of a clear timeline for the globalisation of ICANN and the “IANA functions”
  • A strengthening of the global Internet Governance Forum
  • Launching an online platform for creating transparency on internet policies, the Global Internet Policy Observatory
  • A review of conflicts between national laws or jurisdictions that will suggest possible remedies
  1. An ongoing commitment to improve the transparency, accountability and inclusiveness of the multi-stakeholder processes and those who participate in these processes
  2. A commitment to creating a set of principles of Internet governance to safeguard the open and unfragmented nature of the Internet
  3. A commitment to globalise key decision-making (for example the coordination of domain names and IP addresses) to safeguard the stability, security and resilience of the Internet.
Kroes said: “Some are calling for the International Telecommunications Union to take control of key Internet functions. I agree that governments have a crucial role to play, but top-down approaches are not the right answer. We must strengthen the multi-stakeholder model to preserve the Internet as a fast engine for innovation.”
The Commission firmly supports a real multi-stakeholder governance model for the Internet based on the full involvement of all relevant actors and organisations.
Today's Communication is a foundation for a common European approach in global negotiations, such as the Netmundial meeting in Sao Paulo, Brazil (April 2014), the Internet Governance Forum (end-August) and the High Level ICANN meeting. This approach will be further developed with the European Parliament and the Council.
Background
Internet Governance is a term used to describe the global arrangements that organise the resources and functions of the Internet. It is meant to ensure the proper functioning of the Internet, for example that any website is accessible from anywhere around the world, and that technical systems all work together no matter where you are, or what web addresses can be used around the world. The Internet developed as a distributed network of networks and operates without a centralised governing body. It is governed by various actors and organisations in multi-stakeholder arrangements.
Recent revelations of large-scale surveillance have called into question the stewardship of the US when it comes to Internet Governance. So given the US-centric model of Internet Governance currently in place, it is necessary to broker a smooth transition to a more global model while at the same time protecting the underlying values of open multi-stakeholder governance of the Internet.
The EU has been a key player in the 2002-2005 World Summit on the Information Society, which led to the design of the Internet governance system we have today. In 2009 the European Commission adopted a Communication (COM(2009)277, "Internet governance: the next steps"). The European Parliament and the Council have repeatedly called for an inclusive approach to Internet governance, safeguarding the multi-stakeholder model while making sure that European priorities are duly taken into account.


Italia@Europa: Il trasporto aereo 2.0

Italia@Europa: Il trasporto aereo 2.0: Dato che per motivi professionali e personali utilizzo spesso l' aereo vorrei iniziare questo mio blog con l' argomento trasporto ae...

Il trasporto aereo 2.0

Dato che per motivi professionali e personali utilizzo spesso l' aereo vorrei iniziare questo mio blog con l' argomento trasporto aereo. Premettendo che sono una forte sostenitrice delle compagnie low cost, sono lieta di apprendere che finalmente dopo tante lamentele da parte dei suoi passeggeri il vettore RyanAir ha deciso di assegnare loro (senza sovraprezzo) il numero di posto. Dai primi di Febbraio, infatti, non si assistera' piu' alle interminabili code al gate e alla poco dignitosa corsa alla scaletta dell' aereo per accaparrarsi il posto a sedere preferito. Naturalmete i posti "uscita d'emergenza" e "prima fila"(cosi come'erano anche prima della svolta) sono prenotabili col pagamento di un piccolo extra. Tuttavia restano ancora alcuni aspetti relativi alla sicurezza che devono essere affrontati. Uno riguarda le ore di lavoro , francamente eccessive, del personale navigante (steward, hostess e in particolar modo piloti), in un settore ove e' richiesta la massima concentrazione (ripeto sopratutto per quell che riguarda i piloti) il riposo degli equipaggi e' molto importante. L' altro e' inerente la quantita' di carburante imbarcato, appena "sufficiente" a raggiungere la meta ,quindi con poco margine di sicurezza, il che sicuramente consente alla compagnia di risparmiare peso a bordo ma che e' anche una pratica al limite della legalita' che RyanAir e' bene riconsideri attentamente (piu' di una volta infatti i suoi aerei sono stati costretti ad atterraggi di emergenza a causa della scarsa riserva di carburante a bordo). Fiduciosa che RyanAir ponga rimedio al piu' presto , prima di essere sanzionata dall' EASA (l'ente europeo che vigila sulla sicurezza dei voli), le do un caloroso benvenuto nel trasporto aereo del ventunesimo secolo:
Il trasporto aereo 2.0. Paola Calestani C'E' chi puo' fare senza Ryanair ......